giovedì 31 dicembre 2020

Tempo di bilanci(a)

Da quando circa 10 anni fa si è rotta la bilancia pesa persone, non ne ho acquistate altre.
Però quest'anno, soprattutto dopo la frattura della clavicola, ho notato che qualche chiletto aggiuntivo si era posato sui miei fianchi. 
Detto fatto, comprata: il test ha confermato, 94,5 kg.
Circa 5kg in più di un anno fa, quando mi ero pesato dai miei genitori. 
Hanno sicuramente influito gli stop dovuti alla tendinite, la clavicola rotta, la tallonite e il cibo...
Chiudo un anno sportivo tribolato.
Durante il primo "lockdown" avevo riacquisito una buona dimestichezza di corsa (su tapis roulant).
Alternando con il nuoto, tutto bene fino a metà luglio...quando era tornata la tallonite che mi aveva obbligato a optare per la mountain bike che risulterà "fatale" il 14 agosto...
1 mese di stop su divano..
 Riprendo a metà settembre, piano piano, ma poi a metà ottobre di nuovo tendinite. 
Quasi 600km di spinbike da metà novembre fino a fine anno e una buona dose di pesi con la panca multifunzione, per recuperare il tono muscolare della spalla.
Infine, da metà dicembre, alcune timidissime camminate in campagna e su tapis roulant, con il massimo raggiunto ieri cioè 30 minuti a 6'30" / km alternando corsa e cammino, con dolore presente ma attenuato. 

È dura, ma sono sportivo da troppo tempo, fa parte del mio status: trovarmi delle attività sportive da fare è quasi un dovere (molto piacevole), soprattutto quando prendi 5 kg in un anno.
Per l'anno prossimo continuerò con spinbike, pesi e nuoto (se possibile) e spero di riuscire a correre costantemente, senza strafare, ma divertendomi e senza problemi. 

domenica 1 novembre 2020

Start e Stop

Eccomi ad aggiornare il mio diario.
Ho tolto il tutore il 17 settembre, dopo un mese piuttosto tribolato.
Non mi sono praticamente mosso da casa. 
Non ho avuto grossi dolori alla clavicola, quanto alla spalla e alla schiena dovuto al fatto che il tutore fosse molto stretto. 
Ho dormito (molto poco) sempre a pancia in su.
Sono riuscito a lavorare in smartworking, ma i primi giorni è stato difficile rimanere seduto davanti al pc per più di un paio d'ore. 
Aver tolto il tutore è stata una liberazione, festeggiata con immediata passeggiata in campagna con Barbara. 
Il braccio e la spalla erano piuttosto deboli, movimenti ridotti al 50%; ho impiegato un paio di settimane per riprendere a muovere abbastanza bene gli arti, facendo esercizi in casa. 
Ora a distanza di un mese circa, faccio solo fatica a fare alcuni movimenti che richiedono elongazione completata di braccio e spalla o piegamenti eccessivi. 
La forza...beh quella siamo al 60%..sto usando un panca multifunzione e piano piano le cose migliorano.
Per fortuna ho avuto una frattura piuttosto composta, è rimasto un piccolo bozzo e la frattura si sente passando le dita sulla clavicola; allo stesso modo sento che la frattura sta cambiando e si sta formando il callo osseo, con guarigione completa prevista in circa 3 mesi. 
Se qualcuno passasse da questo blog e malauguratamente avesse una clavicola rotta, avrei sicuramente consigli da dare... 

Riguardo alla corsa ho provato fin da subito a camminare per mezz'ora; di correre non se ne parlava, mi sembrava di avere braccio e spalla come un peso morto, che si stesse per staccare a ogni accenno di corsa.
Sono passato da 100m di corsa ogni km di camminata, fino a quasi 1km di corsa e 200m di cammino ripetuti più volte. 
Ma purtroppo ecco il nuovo stop: proprio quando sarei stato pronto per un 5km di corsa è tornata la tallonite...
E di nuovo fermo, con il pensiero ricorrente di lasciare la corsa...in quanto è un'infiammazione dolorosa e che non vuole lasciarmi in pace. 
Ma siccome sono una testa dura, dopo una settimana di riposo eccomi di nuovo a camminare e per ora sono a quota di 4km a 7'/km...che fatica. 
Buona notizia, ho ripreso in mano la mountain bike per un 15km tra sterrato e asfalto, con il radar al massimo nell' evitare buche, sconnessioni e stare attento...
Sto valutando anche l'acquisto di una spin Bike per allenamenti in casa. 
Sarebbe bello tornare a sudare!

Alla prossima pagina del diario l'ardua sentenza. 

sabato 22 agosto 2020

Un bel giro, concluso malamente

14 agosto, 30km in mountain bike, buona parte nel Parco del Ticino. Sentieri divertenti, ero proprio contento. 
Considerando che mi è tornata un po' di tallonite, il nuoto e la MTB sono diventati gli sport quotidiani preferiti. Tornando all'uscita in mountain-bike, mi trovavo di ritorno verso casa passando dalla piazza di Galliate, devio in una via laterale del centro per non passare in mezzo al mercato. Arrivo a uno stop su una strada di sanpietrini.
Un dislivello tra le pietre mi ha giocato un brutto scherzo. La ruota è finita nel mezzo mi sono ribaltato, finito a terra con tutti i miei 90kg e ho picchiato la spalla. Pur rialzandomi subito mi sono accorto della gravità dell'infortunio, anche se avevo mantenuto una buona mobilità di tutte le articolazioni. 
La spalla sinistra e soprattutto la zona della clavicola era dolente, con un ematoma che progressivamente aumentava. Più che un ematoma era proprio l'osso che si stava spostando, dopo la frattura che mi avrebbero successivamente diagnosticato... 
Torno a casa per l'ultimo chilometro rimasto, senza pesare sul braccio sinistro; mi fermo un paio di volte, mi gira la testa.
Arrivo a casa, doccia veloce aiutato da mia moglie e via al pronto soccorso. 
Dopo vari esami, la diagnosi è stata la frattura composta della clavicola, che sembra non necessiti operazione, a meno del controllo che faro' la settimana prossima per verificare l'allineamento della clavicola.
Un mese di tutore fino al 17 settembre e, se andra' tutto bene, poi ci sara' un po' di riabilitazione in struttura ospedaliera o da solo. 
Per fortuna il dolore e' sopportabile, anche se sono praticamente immobilizzato su tutto il braccio sinistro e menomato in tutte le mie attivita'...
Non ci voleva, per vari motivi.
L'unico lato positivo e' che non correndo per un mese, la tallonite probabilmente guarirà del tutto o almeno spero…..

sabato 9 maggio 2020

Outdoor

Poco, pochissimo tempo per scrivere sul blog, che pero' non voglio abbandonare, anche per tenere traccia della mia vita di corsa e non solo.

Stiamo passando un periodo estremamente difficile. Il Corona virus ha causato e sta ancora causando molti decessi e malati con uno sforzo incredibile da parte del governo e di tutti coloro che lavorano in prima linea.
Dal 4 maggio siamo passati, due dopo mesi di lock down alla cosi detta fase 2. Riaprono molte attività, si può uscire a piedi oltre i 200m da casa per passeggiate e fare attività motoria; cauto ottimismo, anche se siamo ancora lontani dalla fine di questa pandemia e dovremo stare attenti.
Per quanto mi riguarda, lavoro a casa in smart working dal 25 febbraio.
Dall'8 marzo, ovvero dall'inizio del lockdown, sono uscito a fare un paio di volte la spesa e l'ultima settimana ho corricchiato per un paio di mezz'orette non oltre i 200m da casa come da decreto governativo.
Spero che questa riapertura e inizio della seconda fase, permetta di riprendere le vecchie abitudini, quali per esempio visite ai parenti, ripresa al lavoro per chi si e' dovuto fermare e tornare il più possibile alla normalità, soprattutto con la continua discesa dei casi di malati e decessi.
Non ce la faccio più a leggere sui social commenti 'negativi / offensivi / senza senso' su tutto quello che e' successo: per fortuna esiste il tasto 'blocca', 'non seguire' , 'disconnetti' usato più volte negli ultimi 2 mesi e forse anche da qualcun altro nei miei confronti, chissà.

Riguardo alla corsa, beh..ai primi di Marzo ho rispolverato un tapis roulant di Barbara del 2006, praticamente nuovo: velocità max 5'/km, piuttosto affidabile.
Posizionato appena fuori dal garage, vista giardino, mi ha permesso di correre 'outdoor' per quasi 250km...convivendo con un po' di infiammazione al tendine d'Achille, poi scomparsa.
Ho notato pero' che la corsa su tapis roulant e' totalmente diversa, più impostata e controllata rispetto a quella su strada o campagna: appena sono uscito nei dintorni di casa ho notato che gli appoggi sono totalmente diversi.
Non so se sia stato quello , se siano le scarpe nuove (Brooks Ghost 12, forse meglio le 11...), ma da una settimana mi si e' infiammata l'anca e tornata un po' di tallonite, che va e viene, sperando sia solo una condizione passeggera.
Le gare rimarranno virtuali per un po', ma almeno ora posso uscire a correre o in mountain bike.

Questa settimana sono tornato a sgambettare nella mia amata campagna, con i suoi profumi e aria fresca. Una sensazione nuova e riscoperta, per nulla banale.
E ho incontrato, in quella manciata di km in campagna, più persone di quelle che incrocio solitamente in un mese; la voglia di outdoor e' un diritto per tutti, dopo due mesi ''rintanati" in appartamento.
Perché di questo si tratta, siamo stati ''chiusi'', ma nell'accezione positiva del termine, per essere riparati/preservati/protetti dal virus, non perché il governo si sia divertito ad applicare delle restrizioni.
E come la natura si risveglia in primavera, lo facciamo anche noi con la nostra fase due.

lunedì 24 febbraio 2020

C-TRAIL, Ricomincio da qui

Quella solita ansia pre-gara, che scompare durante il riscaldamento, questa volta con Alessandro lungo le vie del paese (Cavaglio d’Agogna); la temperatura è appena sopra lo 0, ma il sole comincia a scaldare.
Foto con i compagni di Novara Che Corre, siamo in tanti.
E in tanti sono allo start della gara ‘corta’, da poco più di 11km.
Parto quasi in prima linea, a un ritmo fin troppo alto: dopo un paio di minuti di asfalto, si gira su sterrato e qui una bella salita ripida, tutta di corsa.
Nessuno parla più, l’ascesa è piuttosto faticosa; una volta scollinato, si succedono sentieri, tratti tra i filari, brevi strappi e successive discese anche piuttosto tecniche.
Un paio di guadi e attraversamenti di torrentelli in secca su fondo pietroso, il percorso e’ molto bello. O quanto meno e’ quello che piace a me.
Tutto sommato e’ molto corribile, a parte una salita da camminare, troppo ripida, su sentierino.
E alla fine dopo una discesa "trail", si ripassa dalla stessa salita della partenza, questa volta affrontata in maniera un po’ meno spavalda, ma comunque a buon ritmo.
Subito dopo per raggiungere il traguardo ci si lascia andare su discesa asfaltata, su sentiero e infine sul prato fino all'attraversamento della strada che porta al gonfiabile.
Tutto questo mi mancava tremendamente!

Che dire di questo C-TRAIL prima edizione…organizzazione molto positiva (bravi Marina, Marianna e Silvio), percorso super, mai banale e monotono, proprio una bella gara!
Un parcheggio enorme per le auto, docce, buon ristoro...circa 500 partecipanti, direi un successo!

E il mio tallone? Mi ha dato tregua, permettendomi di tirar fuori una prestazione al di sopra delle aspettative, anche se per una settimana si e' poi lamentato, lanciandomi un po’ di fitte, insieme al tendine d'achille dell'altro piede...
Come ho detto più’ volte, la via e’ quella giusta ma manca ancora un po’ alla guarigione completa.
Avanti così!











lunedì 25 novembre 2019

Pazienza e ostinazione

10 mesi dall'infortunio...che dire, tra uno "sbuffo" e l'altro, da quasi un mese corro 40km circa settimanali, che è un bene, anzi è ottimo, a volte anche per tre giorni di seguito.
Il problema è la durata dei singoli allenamenti; quando a metà ottobre ho superato i 10km, una volta 12 e una 15, l'infiammazione si è riacutizzata e mi ha fatto "retrocedere" di una settimana nella fase di recupero (come successo già a marzo e maggio quando provavo a camminare/correre per 20 minuti, allora con ripercussioni ben più pesanti, in quanto ero nella fase acuta dell'infiammazione)

Inevitabilmente anche durante i giorni successivi a questo "lungo da ben 15km" ho avuto male.
Evidentemente era troppo per quel momento...e forse lo sapevo pure, ho sbagliato.
Quindi ho dovuto attendere e ricominciare da capo: parte della nuova ripresa ha avuto sede a Modena, durante una trasferta lavorativa.
Con molta calma...correndo per il centro, facendo il turista di corsa come mi e' capitato spesso.
Un paio di settimane fa, dopo aver raggiunto ancora una condizione decente, ne ho rifatti 12 a circa 5'/km ed è andata benino, per lo più su sterrato in campagna.
Ho poi cominciato ad aumentare lievemente il ritmo.
Una decina di giorni fa corsa durante una trasferta lavorativa in Russia, ho corso (poco) su tapis roulant, ho fatto nuoto e sono stato in piedi per parecchio tempo durante il giorno.
Inutile dire che avevo male e pensavo di essermi giocato nuovamente parte del recupero.

Domenica scorsa,  al ritorno dalla trasferta, corro per 10km, magicamente senza problemi. Forse l'acqua gelata delle pozzanghera in campagna ha aiutato....
Diciamo che ho ancora gambe pesanti e l'infortunio non è assolutamente passato: ogni passo è ancora misurato e composto, onde evitare movimenti sbagliati.
La velocità è quella che è...con un paio di uscite a 4'55"/km, per ora non riesco ad aumentare per tutta la durata dell'allenamento.
Come scrivevo nel post precedente, la pazienza nel riprendere gradualmente deve essere un punto fermo.

Non appena ho trasgredito, troppo veloce o allenamento troppo lungo, l'ho pagata dubito.
Anche perché, dopo ogni corsa, un po' di indolenzimento al tallone era presente: ma non questa settimana, per fortuna.
Sono per ora sensibilmente contento della ripresa, considerando sopratutto la fatica per arrivare a questo punto.
Piano piano aumenterò km e velocità e spero di tornare a divertirmi su qualche percorso trail.
Sto per lo più correndo in campagna, anche perché il terreno e' più morbido dell'asfalto

    
Le cose più belle?

I 9km di giovedì scorso alle 6:00 di mattina.
.......e quelli di venerdì durante la pausa pranzo....












...e ieri 14km sotto la pioggia, vento e una campagna fangosa.

...momenti di serenità riacquistata.

Infine, ribadisco, nella vita di tutti i giorni sono indispensabili ciabatte e scarpe adatte, altrimenti non si guarisce più...

Maledetta tallonite!!


mercoledì 28 agosto 2019

Maglietta bagnata

No...non mi riferisco a forme sinuose sotto magliette bagnate, durante un concorso per miss in una più o meno nota località vacanziera....
...semplicemente intendo la mia maglietta sudata dopo una (semi)corsa, sensazione vecchia rivissuta piacevolmente dopo circa 6 mesi.
Alla fine, sono state necessarie 6 sedute di onde d'urto, stretching, plantari e scarpe giuste, mountain bike e un po' di nuoto; ora riprovo piano piano a correre.
Le terapie sono servite tantissimo; ora un mese di pausa dalle terapie stesse e vedremo come andrà, seguendo il piano di recupero, che qui riporto, proposto dal Dott. Migliorini, che mi ha praticato le onde d'urto.




Più o meno ora mi inserisco al quinto giorno degli allenamenti proposti
Il tallone ancora mi duole, ma in maniera diversa e mi permette di muovermi, camminare bene e riprovare a mettere le scarpe da running.
La strada e' ancora lunga...obiettivo utopistico a breve termine la CorriPavia del 29 settembre, 10km non competitiva da fare con i miei due amici Max e Marco, per divertimento e per vedere se la mia autonomia sara' aumentata (per ora 6km)
A chi viene colpito da tallonite per ora mi sento di consigliare:

- riposo iniziale
- onde d'urto
- stretchnig
- scarpe adatte (ciabatte Crocs o Skechers fin da subito!); alleviano moltissimo il dolore e aiutano a camminare normalmente
- recupero sportivo molto graduale e solo quando l'infiammazione diminuisce (vedere sotto i miei allenamenti degli ultimi 2 mesi..da 1km a 6)
- pazienza, non forzare il recupero come ho fatto io e perdere 2 mesi peggiorando l'infiammazione...
- godersi il recupero e ritornare ad avere la maglietta bagnata...


mercoledì 24 aprile 2019

La strada e' ancora lunga...

Questa volta, ahimè, non si tratta di una bella salita sterrata o di un sentiero....
Si parla di strada per il recupero da un infortunio: l'ultima corsa vera e propria, datata 29 gennaio 2019, un fastidio a 500mt da casa e da allora....
Trattasi quasi certamente di tallonite, fastidiosa, dolorosa...anche nella vita di tutti i giorni.
Arrivando da decenni di sport e avendo provato un po' tutti i tipi di infortunio, credevo di poter "guarire" in un paio di settimane.
In realtà ci sono voluti circa 40 giorni per poter camminare bene, circa 2 mesi per poter provare una camminata veloce e poi una leggera corsetta, che però mi ha ricausato forte dolore...
Quindi, nuoto 2/3 volte alla settimana (divertente e allenante), un po' di MTB nel fine settimana nel Parco del Ticino, in attesa di tempi migliori per la corsa.
Ho scelto di non fare alcuna terapia, chi le ha fatte mi ha detto di essere guarito in più di 2 mesi, quindi sono più o meno in linea; se sarò ancora in queste condizioni tra un mese...sicuramente farò qualche terapia.
Nel frattempo il 28 aprile finalmente ci sara' il primo trail ad Ameno, lungo il percorso del Quadrifoglio, anello Indaco, dove spesso mi alleno...ma purtroppo non potrò parteciparvi.

Quindi, dopo la mezz'ora di nuoto di ieri, questa sera riproviamo con una mezz'oretta di camminata....sperando in sensazioni positive.

mercoledì 23 gennaio 2019

Take your time...

Il mio 2018 di corsa...come descriverlo....sicuramente diverso dagli anni precedenti.
Dopo il forzato cambio di lavoro (per me e altri colleghi), dovuto a loschi personaggi, furfanti e banditi della mia vecchia società EPS di Novara (dal presidente a tutti i suoi collaboratori conniventi), la nuova esperienza lavorativa da subito si dimostra molto più impegnativa, sottraendo energie fisiche e mentali, nonché serenità, dovuta anche agli strascichi della situazione precedente ('monetari' con cifre cospicue rubate dalla ditta e che ancora devo percepire, avvocati, sentenze ecc. ecc.)
La corsa rimane un punto fisso, un grosso antistress e una sempre piacevole 'occupazione', ma con nuovi spazi e tempi da prendere.
Pochissime gare, con poca voglia di prepararle, ma comunque tante uscite tra le campagne di paese e non solo, fin dalla mattina alle 6 o la sera dopo lavoro.
Riguardo ai trail, la mia passione, anche in questo caso dislivelli e sentieri ridotti....appena posso mi butto nel parco del Ticino, in cui conosco mille passaggi tra i boschi, in cui divertirmi.
Qualche corsa con amici soprattutto in allenamento, Max, 'Maradona", Raffaele.
Bello vedere la passione per la corsa dei compagni di Novara che Corre, tra mezze maratone, maratone e ultra.

Io alla fine del 2018 arrivo a un soffio dai 2000km nell'anno, direi un ottimo risultato, con l'opportunità di correre durante le trasferte lavorative in posti nuovi e suggestivi, come Poppi in Toscana, lungo l'Arno e su fino al Castello nel borgo, a Boario Terme, in Finlandia tra neve e ghiaccio, a Mosca in una città fantastica visitata praticamente correndo.

Qualche gara, per lo più manifestazioni di paese con percorsi non troppo lunghi, con una bella soddisfazione per la vittoria alla Fluorun di Novara, dove, iscritto da Barbara insieme ai nipotini, partecipo con la solita voglia di far bene.
Mi trovo già dall'inizio a tallonare i primi 3 correndo nel centro città di Novara, fino a sorpassarli ad uno ad uno e rientrando nel pave' finale di Corso Cavour, con la sola macchina apripista a precedermi e arrivare primo sotto il gonfiabile tra i novaresi presenti  quella sera in centro città. Bellissimo.


Una nota relativa alle scarpe che uso su strada e in campagna in allenamento: le Brooks Ghost 10 sono ottime, molto comode e con una durata molto lunga (un paio sono durate per 1000km e l'atro 1200km..lo so e' troppo..ma non me ne ero accorto, perché erano ancora in ottimo stato)

Il 2019?....spero di correrlo sempre divertendomi, magari con qualche gara in più e qualche trail in cui sudare....





















  




lunedì 6 novembre 2017

Salite e discese rigeneranti

La salita verso il Mottarone, scoperta quasi per caso un anno fa, per una passeggiata con amici.
Ex-ferrovia in salita
Partenza, come allora, dalla stazione intermedia della funicolare Stresa-Mottarone, località' Alpino (800mt slm), sponda Lago Maggiore.
Parcheggio e sono già quasi nei boschi, vicino a cavalli e asini della vicina proprieta'.
Il sentiero è il VL1, che nel primo km sale e scende su una facile gippabile, poi diventa un sentierino single track in salita fino a incrociare la strada Borromea che prosegue fino alla cima: io devio verso destra (tutto segnalato) cioè per il vecchio tracciato della ferrovia degli anni '60. La salita è netta, saranno circa 400mt di dislivello in 3km.
A sprazzi il lago Maggiore si fa vedere: a metà tracciato, la funicolare in funzione mi passa sopra la testa

Ci siamo quasi, un po' correndo...un po' camminando veloce: sbuco dietro la fermata della funicolare, di slancio arrivo in vetta al Mottarone (1500mt slm), dopo circa 6,5km e 700mt di dislivello circa dalla partenza.
Vista spettacolare e aria fresca.
Davanti, là sotto, c'è il Lago d'Orta...prima di tornare, ridiscendo dalla cima sul percorso delle piste da sci ora non innevate, proseguo verso la Baita Mottarone e risalgo la montagnetta sugli stretti sentierini che portano al Rifugio CAI Baveno Alpe Nuovo.
Prima di arrivarci, mi ributto in discesa alla base di una pista da sci e risalgo su netta pendenza di nuovo fino alle antenne del Mottarone, superando in salita i diversi escursionisti stranieri presenti.


Dalla vetta, vista verso il versante Lago d'Orta
Dalla vetta, vista verso il versante Lago Maggiore
Vista dalle montagnette
Bevo acqua, mangio un pezzetto di cioccolato e poi ritorno sullo stesso tracciato dell'andata: discesa bella, soprattutto nei tratti nel bosco, un po' meno per la cremagliera, dove i tipici sassi delle ferrovie sono un po' "scomodi"...
Provo un sentiero (diciamo una strada bianca) alternativo, ma mi porta alla strada asfaltata Borromea, da considerare solo se non voglio passare per la cremagliera.
Ritorno sui miei passi, scendendo di altitudine la temperatura sale e un bel sole mi attende al parcheggio.
Ottimo giro, 17km e 1000mt disl +/-.
Da rifare prima che neviche e geli....
In vetta le opportunita' sono tante e ci sono diversi km di sentieri in cui divertirsi.
All'inizio del tracciato, invece, è da segnalare dopo circa 1km dal parcheggio l'incrocio con il bivio dove si può prendere il segnalato sentiero VM5 per il monte Zughero, come alternativa.
Questo porta a incrociarsi con i sentieri M2 e M3 entrambi provenienti da Baveno: seguendo poi per la direzione Mottarone si passa dalla baita CAI dell'Alpe Nuova (ci sono passato con Trev quest'estate durante un giro in vetta), da dove si arriva in vetta attraversando le montagnette di cui parlavo sopra.
Devo provare a farlo magari la prossima volta o con la stagione più' calda, perché' sinceramente non sono come sia la salita sul tratto M2, se su sentiero o strada bianca o rocce...
Nella sezione percorsi inserirò a breve quello descritto in questo articolo.



Altimetria